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SCAFFALATURE E SOPPALCHI METALLICI

Come si classificano le scaffalature e i soppalchi metallici?

Le scaffalature metalliche industriali e i soppalchi costituiscono parte integrante del luogo di lavoro nel quale vengono ubicati. Essi debbono essere installati in modo da soddisfare i requisiti relativi alla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro secondo Art. 63 ed Allegato IV al D.Lgs. 81/08: rientra fra gli obblighi del Datore di Lavoro la verifica di tale conformità, l’istruzione dei lavoratori addetti all’uso e l’esecuzione di regolare manutenzione tecnica (Art. 64 del D.lgs. 81/08). Esistono molteplici tipologie di scaffalature e soppalchi metallici; una classificazione proposta nel 2008 dall’ACAI (Associazione Costruttori Acciaio Italiani) individua le seguenti classi:

Classe 1: appartengono a questa classe gli scaffali metallici pesanti e i soppalchi in genere. Possiedono talvolta funzioni portanti per gli edifici stessi e costituiscono a tutti gli effetti delle strutture edilizie;

Classe 2: appartengono a questa classe le scaffalature che non rientrano nella successiva classe 3 e non sono assoggettabili alle norme in materia edilizia (come invece previsto per la classe 1);

Classe 3: le scaffalature di classe 3 sono assimilabili a elementi d’arredo aventi altezza massima di 3 metri, portata massima per ripiano di 2,5 kN e carico lineare massimo di 10,0 kN/m.

Quali sono le responsabilità del Datore di Lavoro?

Il Datore di Lavoro è tenuto in generale a strutturare l’ambiente di lavoro in modo da soddisfare i requisiti di salute e di sicurezza previsti nell’All. IV al D.lgs. 81/08. Egli deve dunque accertarsi che le scaffalature e i soppalchi da installare siano idonei alle lavorazioni da svolgere, non comportino rischi aggiuntivi per i lavoratori (in relazione all’ambiente di lavoro e alle macchine presenti), garantiscano la fruibilità delle vie di circolazione e infine mantengano nel tempo tali caratteristiche. Quest’ultimo aspetto, talvolta trascurato, è di fondamentale importanza: è necessario sottoporre le scaffalature e i soppalchi a regolare manutenzione tecnica.  

Quali sono le norme applicabili?

Occorre in primo luogo distinguere la tipologia di scaffalatura (o soppalco) installati o da installare; fermo restando quanto anticipato in merito ai requisiti di sicurezza degli ambienti di lavoro (di cui al D.lgs. 81/08), si dovrà stabilire se la struttura rientra o no nel campo di applicazione delle norme in materia edilizia; in caso affermativo, il dimensionamento strutturale dovrà avvenire secondo D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) previo avvio dell’iter autorizzativo presso gli Enti pubblici preposti, con deposito pratica e collaudo finale.
Le scaffalature appartenenti alle classi 2 e 3, da non considerarsi dunque strutture edilizie, potranno essere dimensionate e verificate, in base alla tipologia, con riferimento alle norme tecniche di seguito elencate:

UNI EN 15512:2009 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature porta-pallet - Principi per la progettazione strutturale.

UNI 11575:2015 Scaffalature metalliche - Progettazione delle scaffalature drive-in e drive-through per lo stoccaggio statico di pallet.

UNI 11598:2015 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature Cantilever - Principi per la progettazione strutturale.

UNI 11262:2017 Scaffalature metalliche - Scaffalature commerciali di acciaio - Requisiti, metodi di calcolo e prove, fornitura, uso e manutenzione.

Le norme sopra elencate sono altresì applicabili, congiuntamente alle NTC 2018, per la verifica strutturale di scaffalature di classe 1; è necessario inoltre fare utile riferimento alle seguenti norme per la verifica in condizioni sismiche delle scaffalature:

UNI EN 16681:2016 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature porta-pallet - Principi per la progettazione sismica (non si applica a sistemi drive-in e drive-through).

FEM-10-2-08 2009-10-10 Static steel pallet racks under seismic conditions.

Alcune tipologie di scaffalature sono inoltre integrate da sistemi mobili automatizzati e sono pertanto soggette alla Direttiva Macchine con recepimento nazionale D.lgs. 17/2010. Ulteriori norme tecniche definiscono, sempre in base alla tipologia, le caratteristiche di sicurezza delle scaffalature, i metodi di prova, le tolleranze e le modalità di installazione, d’uso e manutenzione:

UNI EN 15635:2009 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Utilizzo e manutenzione dell'attrezzatura di immagazzinaggio.

UNI EN 15620:2009 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature portapallet - Tolleranze, deformazioni e interspazi.

UNI 10988:2002 Arredamento per esercizi commerciali - Scaffalature - Terminologia, requisiti di sicurezza e metodi di prova.

UNI EN 15095:2009 Scaffalature e ripiani mobili automatici, magazzini automatici a piani rotanti, magazzini automatici verticali - Requisiti di sicurezza.

UNI EN 15629:2009 Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Specifiche dell'attrezzatura di immagazzinaggio indicazioni specifiche tecniche per progettazione scaffalature.

Come si "certifica" una scaffalatura metallica o un soppalco?

Il procedimento di “validazione” o certificazione / verifica di scaffalature metalliche può essere definito con riferimento alla seguente norma:

UNI 11636:2016 Scaffalature industriali metalliche - Validazione delle attrezzature di immagazzinamento.

Il procedimento illustrato nella norma è finalizzato al rilascio di una certificazione globale definita “Validazione d’uso” ed è applicabile ad elementi di nuova installazione, esistenti “non validati” o esistenti “validati” ma oggetto di modifiche. Le valutazioni parziali da eseguire per scaffalature nuove sono le seguenti:

1) Validazione strutturale: verifica strutturale della scaffalatura con riferimento alle norme applicabili, alla modalità effettiva di installazione e all’ambiente di lavoro;

2) Validazione di corretta installazione: verifica di corretta installazione (secondo istruzioni) e presenza del certificato di corretta installazione rilasciato dalla ditta installatrice;

3) Validazione documentale: presenza della relazione di calcolo, dei disegni di installazione,del manuale d’uso e manutenzione con identificazione delle componenti, delle marchiature (carico ripiani, pittogrammi di sicurezza, ecc..) dichiarazione di corretta installazione, registro delle ispezioni e manutenzioni;

La validazione parziale da eseguire per scaffalature esistenti o modificate rispetto allo stato di validazione iniziale, oltre a quelle elencate in precedenza, è la seguente:

4) Validazione dello stato di conservazione: ispezione dello stato di conservazione (eventuale messa in sicurezza scaffalature) con emissione di report.

Nonostante il procedimento illustrato non contempli scaffalature metalliche o soppalchi “costituenti strutture edilizie” (classe 1) si sottolinea l’analogia con quanto previsto dal D.M. 17/01/2008 secondo il quale è comunque necessario redigere la documentazione di calcolo e di verifica, il manuale d’uso e manutenzione ed il collaudo statico dell’opera (“validazione di corretta installazione”).
La corretta manutenzione delle scaffalature metalliche prevede l’esecuzione periodica di ispezioni visive da parte di un validatore esperto almeno ogni 12 mesi (UNI EN 15635); tale figura, definita PRSES, è designata dal Datore di Lavoro (UNI 15635 p. 3.18).

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